Castel di Sangro, 11 Gennaio 2026 – Torna con forza all’attenzione delle istituzioni il tema di un accordo di confine come strumento imprescindibile per riorganizzare e tenere in vita la sanità pubblica nelle aree interne. Una sfida che supera i confini amministrativi e che ieri ha visto un importante momento di confronto tra tre primi cittadini chiave del territorio.
Si sono incontrati il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, il presidente della Provincia di Isernia e sindaco di Agnone, Daniele Saia, e il sindaco di Castel di Sangro, nonché presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. Obiettivo del vertice: tracciare un percorso condiviso per i presidi di frontiera e costruire una rete interregionale funzionale che risponda alle esigenze reali delle comunità, spesso penalizzate dalla geografia amministrativa.
“Insieme abbiamo individuato un percorso che spero porterà buoni frutti per i nostri ospedali”, ha commentato a caldo il sindaco Caruso al termine dell’incontro, sottolineando lo spirito costruttivo del dialogo.
Un Ragionamento di Lungo Periodo
L’ipotesi di una cooperazione interregionale tra Molise e Abruzzo non è una novità. Come ha ricordato lo stesso Caruso, si tratta di valutazioni in corso già prima del 2018, con precedenti incontri svoltisi a Castel di Sangro tra il 2021 e il 2022. “Ora bisogna stringere chi può decidere, cioè i presidenti di Regione”, hanno affermato gli amministratori, indicando il passo politico necessario a dare concretezza alle intenzioni.
Una posizione che trova un interlocutore già dichiarato. Il governatore del Molise, Francesco Roberti, aveva infatti espresso sostegno pubblico mesi fa alla necessità di un accordo di confine per l’ospedale di Agnone, con l’obiettivo specifico di potenziarne il Pronto Soccorso in sinergia con le strutture abruzzesi.
Superare i Confini per una Sanità di Territorio
Il cuore della questione, secondo Castrataro, sta nel superare una lettura rigida dei limiti amministrativi. I territori che gravitano intorno a Roccaraso, Castel di Sangro e l’Alto Molise vedono mediamente transitare un numero di persone – specialmente nelle stagioni turistiche – di gran lunga superiore a quello dei residenti censiti. Un dato demografico “fluttuante” e cruciale che, sottolinea il sindaco, “i commissari della sanità devono portare a Roma e che i due presidenti di Regione devono tenere in considerazione” nella pianificazione dei servizi e delle risorse.
L’incontro segna quindi un riavvio politico del dibattito, con l’intenzione di trasformare le parole in fatti. La palla passa ora ai due governi regionali, chiamati a tradurre in intese operative la necessità, sempre più urgente, di una sanità di territorio integrata che non conosca confini.



















































