Sicurezza in Molise: l’Indice del Sole 24 Ore fotografa un territorio a due velocità. Criticità per furti e truffe online a Campobasso e Isernia
CAMPOBASSO/ISERNIA. Un quadro in chiaroscuro, con picchi critici su reati di natura predatoria e digitale, ma con un fenomeno criminale complessivo non allarmante. È la fotografia scattata dall’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore – basato sui dati del Ministero dell’Interno relativi al 2024 – per le province di Campobasso e Isernia.
Nonostante la percezione comune, i numeri collocano il Molise tra le regioni più sicure d’Italia in termini di criminalità diffusa. Campobasso si posiziona infatti al 71esimo posto nella classifica nazionale, mentre Isernia addirittura all’82esimo, su un totale di 107 province. Il contesto generale, quindi, rimane tranquillo, ma l’analisi nel dettaglio dei singoli reati evidenzia alcune tendenze che richiedono attenzione.
Campobasso: la provincia con più casi, furti e frodi informatiche in testa
Nel capoluogo di regione, Campobasso, si registra un significativo numero di denunce per furti. Con 267 denunce ogni centomila abitanti, la provincia si piazza all’11esimo posto nazionale per i furti d’auto. A questi si aggiungono 190 denunce per furti in abitazioni e 980 per furti in generale.
Accanto ai furti, l’altra grande criticità emersa dai dati riguarda le truffe e le frodi informatiche, con 416 denunce. Un fenomeno in netta ascesa che riflette un trend nazionale. Preoccupano anche i 100 casi di lesioni dolose e le 15 denunce per estorsioni. Restano invece contenuti, con 6 denunce, i reati come violenze sessuali e furti con strappo.
Isernia: un omicidio e l’impennata delle truffe
La provincia di Isernia, pur classificandosi in una posizione di maggiore sicurezza generale, ha registrato un caso di omicidio volontario. Il report segnala anche 13 denunce per violenze sessuali, un dato significativo se rapportato alla popolazione.
Anche qui, il capitolo furti è rilevante, con 561 denunce. Tuttavia, il dato che balza agli occhi, in linea con quanto accaduto a Campobasso, è quello relativo alle truffe e frodi informatiche, che hanno totalizzato 438 denunce. Reati come le rapine (16 denunce) e quelli legati allo spaccio di stupefacenti (34 denunce) risultano invece in calo, confermando la tendenza regionale. Un dato positivo per entrambe le province è l’assenza di casi di usura.
Il contesto nazionale: la microcriminalità cresce nelle grandi città
I dati molisani si inseriscono in un contesto nazionale che vede una crescita generale dei reati denunciati, arrivati a 2,38 milioni (+1,7% sul 2023). L’aumento è trainato soprattutto dalla microcriminalità di strada, con le città metropolitane di Milano, Roma e Firenze in testa alla classifica dell’Indice della Criminalità.
In conclusione, lo studio del Sole 24 Ore restituisce l’immagine di un Molise sostanzialmente sicuro, ma non immune ai nuovi crimini. Le forze dell’ordine e i cittadini di Campobasso e Isernia devono fare i conti soprattutto con l’evoluzione della criminalità, sempre più orientata verso i furti di beni e, soprattutto, le truffe online, che rappresentano la nuova frontiera dell’illecito.



















































