GIULIANOVA (TE) – Passare dalla teoria alla pratica per tutelare concretamente il proprio territorio. Questo l’obiettivo dell’iniziativa di pulizia ambientale in programma domani, venerdì 12 dicembre, sulla spiaggia di Giulianova. A partire dalle ore 9.30, gli studenti di tre classi dell’Istituto Crocetti-Cerulli, guidati dai volontari del WWF Teramo, daranno vita a una pulizia a mano dell’“Oasi del Fratino e della Camomilla di mare”, nell’area sud della cittadina adriatica.
L’evento operativo conclude un percorso formativo avviato martedì 9 dicembre con un seminariotenuto dal WWF nelle classi coinvolte, volto a sensibilizzare i giovani sulla salvaguardia del mare, sull’impatto dei rifiuti sulla biodiversità e a promuovere comportamenti sostenibili.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra WWF Teramo, Europe Direct Abruzzo (il centro di informazione sull’Unione Europea gestito dal Consorzio Punto Europa) e il Centro Servizi Volontariato Abruzzo. L’Oasi scelta per l’intervento non è un tratto di litorale qualsiasi: istituita dal Comune di Giulianova su proposta del WWF, rappresenta una delle poche aree naturali residue lungo la costa teramana ed è un sito di rifugio cruciale per il Fratino (Charadrius alexandrinus), un uccello limicolo la cui nidificazione è fortemente minacciata dall’antropizzazione delle spiagge italiane.
L’azione rientra nel programma nazionale del WWF Italia “Adotta una spiaggia – Adopt a beach”, che punta a monitorare e registrare l’inquinamento costiero da plastica attraverso il lavoro di squadre di volontari in tutta la Penisola. I dati raccolti domani dagli studenti, nell’ambito delle attività di citizen science (scienza partecipata dai cittadini), confluiranno in un database nazionale. Queste informazioni sono di importanza cruciale per comprendere la portata del problema a livello locale e nazionale, contribuendo allo sviluppo di soluzioni e proposte per combattere l’inquinamento da plastica nel Mar Mediterraneo.
“Coinvolgere i ragazzi in azioni concrete come questa – spiegano gli organizzatori – significa non solo restituire decoro a un ambiente fragile, ma educare alla cittadinanza attiva e scientifica. Ogni rifiuto catalogato è un dato in più per proteggere il nostro mare”.















































