Calcio in lutto, è morto Giovanni Galeone: il “Profeta” che regalò a Pescara due storiche promozioni in Serie A
L’ex allenatore biancazzurro si è spento a 84 anni all’ospedale di Udine, dove era ricoverato da oltre un mese. Firmò le mitiche promozioni in A del 1987 e 1992 con un calcio spettacolare. Maestro di Allegri e padre del 4-3-3 all’attacco.
PESCARA – Il calcio italiano perde uno dei suoi personaggi più carismatici. Giovanni Galeone si è spento oggi all’ospedale di Udine all’età di 84 anni. L’ex allenatore, che ha legato indissolubilmente il suo nome al Pescara conquistando due storiche promozioni in Serie A, era ricoverato da oltre un mese e le sue condizioni erano gradualmente peggiorate.
Per tutti era “il Profeta”, un tecnico visionario che ha rivoluzionato il modo di intendere il calcio in Abruzzo. Alla guida dei biancazzurri ottenne le promozioni in Serie A nel 1987 e nel 1992, imprese che lo hanno reso una leggenda per la città adriatica, al punto che la stazione dei treni fu inaugurata alla sua presenza.
Il suo calcio era sinonimo di spettacolo e coraggio: il 4-3-3 era il suo marchio di fabbrica, un modulo offensivo che ispirò generazioni di allenatori. La sua filosofia si riassumeva nella celebre frase “Il portiere è un optional“, spiegata così: “Volevo dire che devi avere un’organizzazione difensiva in grado di impedire agli avversari di tirare in porta”.
Galeone era nato a Napoli il 25 gennaio 1941, ma la famiglia si era presto trasferita a Trieste. Il suo approccio al calcio fu influenzato dalle partite giocate da ragazzo in un campo profughi contro i jugoslavi, esperienza che forgiò il suo carattere combattivo.
La sua carriera da allenatore, iniziata nel 1975 con il Pordenone, toccò diverse squadre tra cui Cremonese, SPAL e Udinese, ma fu a Pescara che scrisse le pagine più belle. Nella stagione 1986-1987 compì l’impresa di portare in A una squadra costruita per la C1, con vittorie memorabili come il 2-0 all’Inter di Trapattoni a San Siro.
Il suo ritorno sulla panchina biancazzurra nel 1990-1991 portò a un’altra promozione in A, ricordata anche per l’indimenticabile Pescara-Milan 4-5 del 1992, quando i delfini si arresero solo al termine di una partita epica nonostante fossero stati in vantaggio per 4-2.
Galeone fu anche un maestro per molti tecnici di successo: Massimiliano Allegri, che lo andò a trovare in ospedale prima di Udinese-Milan, Gasperini, Giampaolo e molti altri furono suoi allievi.
Personaggio capace di dividere Pescara e l’Abruzzo tra “galeoniani” e “anti-galeoniani”, il “galeoniano” era per definizione chi affrontava la vita “in maniera sfrontata e audace, sempre all’attacco”, proprio come le sue squadre.
La sua ultima apparizione pubblica risale a qualche mese fa alla festa del Perugia, altro club che aveva portato in A. Si era ritirato nel 2013, lasciando in eredità al calcio italiano non trofei, ma un’idea di gioco spettacolare che ha segnato un’epoca.


















































