La Procura di Sulmona emette il decreto per sproporzione dopo le indagini dei Carabinieri di Roccaraso. Scoperto un giro d’affari da 200mila euro tra conti gioco, scommesse online e immobili. L’accusa: coinvolto anche un minore.
PETTORANO SUL GIZIO, 02 Novembre – “Dal raffronto dei dati acquisiti emerge un’anomala ed ingiustificabile differenza tra i redditi percepiti e il tenore di vita“. Con questa motivazione, la Procura della Repubblica di Sulmona ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per un valore di circa 200 mila euro nei confronti di una 52enne di Sulmona e di suo figlio 25enne, finiti nel mirino della giustizia con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti e dal procuratore Luciano D’Angelo, è stato eseguito dai Carabinieri della stazione di Roccaraso. Le indagini, partite dal pedinamento di un 32enne già noto alle forze dell’ordine, hanno portato alla luce un sistema criminale gestito in famiglia, che trasformava lo spaccio tra giovanissimi in una fonte di reddito quotidiana.
Secondo le intercettazioni dei militari, i proventi dello spaccio venivano immediatamente ricanalizzati in conti gioco per effettuare scommesse, che in alcuni casi superavano persino i versamenti iniziali. L’intero sistema, tra conti gioco, conti correnti e immobili, ha movimentato l’ingente somma di 200 mila euro.
Il maxi blitz era scattato lo scorso 30 settembre con la notifica di dieci avvisi di garanzia. A seguito di ciò, la 52enne si era recata in banca per prelevare 9.200 euro, mossa che ha convinto la Procura della necessità di un decreto d’urgenza per evitare la dispersione del patrimonio.
L’inchiesta ha ricostruito un’intensa attività illecita: solo tra febbraio e marzo, la donna e il figlio avrebbero ceduto hashish e cocaina a 23 persone. Gli approvvigionamenti avvenivano attraverso una rete di corrieri: da un 46enne di Bugnara (poi arrestato) avevano acquistato 100 grammi di cocaina, mentre altri 300 grammi erano stati comprati da un giovanissimo, legato probabilmente a un atto intimidatorio in via Del Cavallaro, e da un 20enne di Pratola Peligna, fermato dalla Guardia di Finanza con la droga sul monopattino.
La Procura rileva nella nota: “È risultato essere una gestione illecita, essendo emersa in più occasioni, con diversi ruoli affidati a ognuno, una fluidità di condivisione degli interessi”.
L’aggravante più grave è l’aver coinvolto nelle attività illecite anche un minore, altro figlio della 52enne, che secondo l’accusa agiva per conto della madre. Le vistose vincite, le auto di lusso e le vacanze della famiglia avevano attirato l’attenzione degli inquirenti, che ora hanno tirato le somme. Non si escludono ulteriori sviluppi dell’inchiesta verso altri collaboratori della rete.

















































