ROCCARASO – Un’imponente operazione antidroga ha portato all’arresto di P. C., 53 anni, ritenuta dagli inquirenti la mente e l’organizzatrice di un fiorente traffico di stupefacenti operativo tra Sulmona, Introducqua e Pratola Peligna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. Emanuele Lucchini, è stata eseguita nella giornata di ieri dai Carabinieri della Stazione di Roccaraso, su delega della Procura della Repubblica.
Le indagini, coordinate dal Procuratore e dai sostituti, hanno delineato il ritratto di un’organizzazione a “conduzione prevalentemente familiare”, facendo emergere numeri che confermano la portata del fenomeno: 640 episodi di cessione di stupefacenti documentati in soli due mesi (dal 30 gennaio al 30 marzo 2025), con un giro di affari che, stando alle conversazioni intercettate, avrebbe permesso alla indagata di smerciare circa un chilo di cocaina ogni quattro o cinque settimane.
L’attività investigativa, condotta con l’ausilio di GPS, telecamere nei punti nevralgici del territorio e un’estesa attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di ricostruire il modus operandi della presunta organizzazione. Nonostante gli inquirenti escludano, allo stato, la configurabilità di un’associazione ai sensi dell’art. 74 del D.P.R. 309/1990, emerge con chiarezza il ruolo centrale della P. C.
P. C. (n. a Sulmona il 15/3/1973)
È considerata la figura principale del traffico, “capo e organizzatrice” di un’intensa attività di spaccio.
Gestiva personalmente l’approvvigionamento dai fornitori.
Ordinava le operazioni quotidiane di acquisto e vendita dalla propria abitazione a Pettorano sul Gizio.
Decideva i quantitativi di droga da detenere in casa e indicava ai complici i luoghi dove occultare la sostanza.
Coordinava i figli e una rete di collaboratori.
Il quadro probatorio si fonda su molteplici elementi. Oltre alle intercettazioni, che hanno fornito “inequivocabili riferimenti agli affari” e “vere e proprie confessioni”, sono stati decisivi i riscontri oggettivi. L’indagine ha portato all’identificazione di 65 acquirenti abituali e 14 correi formalmente indagati, molti dei quali risultano essere contemporaneamente acquirenti e consumatori.
Sul fronte operativo, i Carabinieri hanno eseguito 19 riscontri oggettivi di cessioni, fermando acquirenti subito dopo l’uscita dall’abitazione della P. C. e sequestrando singole dosi di cocaina o hashish. Inoltre, sono stati arrestati 6 corrieri e/o custodi e sono stati accertati 4 casi di guida sotto l’effetto di stupefacenti a carico di soggetti che avevano appena acquistato o consumato droga presso l’indagata, con conseguente denuncia ai sensi dell’art. 187 del Codice della Strada.
La Procura sottolinea che, sebbene le indagini abbiano documentato una “processione quotidiana di acquirenti” e un volume di affari “massiccio”, P. C. non può essere considerata colpevole fino a una eventuale condanna definitiva. La donna sarà interrogata dal G.I.P. nei prossimi giorni per esporre le proprie ragioni di difesa.
























































