CASTEL DI SANGRO – È stato inaugurato questa mattina a Castel di Sangro il nuovo Ufficio di Prossimità, pensato per rendere la giustizia accessibile e riavvicinare i cittadini allo Stato.
Un risultato non scontato, come ha ricordato il sindaco Angelo Caruso, se si considera che la riforma della geografia giudiziaria del 2012 aveva lasciato un vuoto, chiudendo diverse sedi distaccate e allontanando i servizi essenziali dalle comunità. L’apertura di oggi rappresenta dunque una inversione di tendenza, un “ponte” – per usare le parole del primo cittadino – gettato tra la comunità e le istituzioni giudiziarie.
Ma cos’è, nella pratica, questo nuovo presidio? Non è una sezione distaccata di tribunale, ma un avamposto di supporto e orientamento. La sua forza risiede nei servizi al cittadino offerti: un supporto specializzato per l’amministrazione di sostegno, le richieste al giudice tutelare, la compilazione di modulistica giudiziaria e la consulenza sugli istituti di protezione come tutele e curatele. Si occupa, inoltre, di quelle pratiche di volontaria giurisdizione che non necessitano obbligatoriamente di un avvocato, abbattendo di fatto barriere economiche e culturali.
Questo focus sulle “fasce più fragili della popolazione”, citato dal sindaco Caruso, e sull’“equità”sottolineata dal presidente del Tribunale Pierfilippo Mazzagreco, è il cuore del progetto. L’Ufficio di Prossimità serve a prevenire le liti, a semplificare la vita a chi deve affrontare passaggi giuridici delicati, spesso in momenti di vulnerabilità. È un investimento in coesione sociale e in sicurezza giuridica.
La vera notizia, oltre all’inaugurazione in sé, è il modello di governance che l’ha resa possibile. L’intesa tra Regione Abruzzo, enti locali e Ministero della Giustizia dimostra che quando le istituzioni dialogano, i risultati arrivano. Il governatore Marco Marsilio e l’assessore Roberto Santangelo hanno colto il bisogno del territorio, supportando un’iniziativa che trasforma un diritto fondamentale da un’astrazione a un servizio tangibile.
L’entusiasmo del personale che opererà nella struttura è l’ingrediente finale, e forse il più importante. Garantire un “servizio efficiente e vicino alle esigenze del territorio” è la missione quotidiana che determinerà il successo di questo esperimento.
Castel di Sangro, oggi, ha un presidio di legalità che restituisce dignità e diritti alla sua comunità, un modello virtuoso da cui tutto il Paese potrebbe trarre insegnamento. Perché la giustizia, quando è davvero per tutti, non può essere un privilegio di chi abita in città.

















































