CASTEL DI SANGRO – Un punteggio netto, un 5-0 che parla un linguaggio chiaro e inequivocabile: sul rettangolo di casa, il Castel di Sangro si è imposto con autorità sul Roccascalegna, in una partita valida per la quarta giornata del campionato di Terza Categoria abruzzese, girone Chieti.
La vittoria, in sé, non è una sorpresa. A lasciare il segno, però, è stato il modo. Una differenza atletica e qualitativa mostrata sin dai primi minuti, che ha trovato una squadra ospite chiaramente non pronta a sostenere un impatto di tale intensità.
Ad accendere i riflettori, ancor prima della goleada, è stata la formazione giallorossa scesa in campo. Una squadra “stagionata”, un ensemble di volti che ha riportato la memoria indietro di oltre un decennio, all’epoca in cui i “castellani” militavano nella Promozione abruzzese. Sono le vecchie glorie, quelle che hanno scritto pagine belle del calcio locale, e vedere ragazzi di un tempo, sebbene con i segni del tempo scolpiti sul volto, è stato uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Hanno offerto una qualità di gioco pregevole, fatta di controllo di palla, movimenti sapienti e quella classe che non invecchia mai. Un tuffo nel passato che ha emozionato la tribuna.
Ma proprio questa scelta, così nostalgica e potente, non può e non deve far dimenticare di guardare al futuro. E qui nasce una domanda legata alla curiosità. Dove sono gli “enfant terrible“ che hanno dominato la scena della passata stagione? Vedere in campo e in panchina così pochi protagonisti di quel progetto di valorizzazione giovani, avviato con convinzione, lascia perplessi.
Tornando alla cronaca, la partita è stata decisa in un lampo. All’esordio, dopo appena 2 minuti, la sfida tra Castel di Sangro e Roccascalegna ha già il suo primo episodio: cross dalla bandierina, pasticcio in difesa ospite e autogol che fa immediatamente gonfiare la rete.
Il dominio si è materializzato poi in una furia di 5 minuti nel primo tempo. Al 35°, Paolo Cioffi, con uno sprint poderoso, anticipa il portiere avversario che, atterrandolo, fa scattare il fischio dell’arbitro. Non è rigore, ma una punizione sul limite. A battere ci pensa Marco Iacobucci, che con colpo da biliardo perfetto infila il secondo palo. Due minuti dopo, al 37°, è ancora Cioffi l’artefice del capolavoro: slalom micidiale in area, rasoiata a filo d’erba sul primo palo, portiere battuto senza appello. 3-0, e partita già chiusa.
Il secondo tempo è stata una formalità, ma con altre perle. Al 7′, l’incursione di Alieu Jobe verso l’area si conclude con un appoggio per Rinaldo Ferrara, che con un tiro a giro sul secondo palo trova l’angolino stretto per il 4-0. A sigillare il pokerissimo, al 17′, ci pensa Luigi Mazzocco da zona defilata: batte a rete e firma il 5-0 finale.
Gli ospiti hanno provato a contenere le furie giallorosse, ma contro una macchina da gol di questa qualità, la missione si è rivelata impossibile.
Una vittoria di squadra ma anche una partita che lancia un messaggio duplice: da un lato, la potenza e la classe di un gruppo esperto; dall’altro, la freschezza e l’ambizione delle giovani leve. Il Castel di Sangro ha mostrato di avere due anime: una radicata in un glorioso passato, l’altra che aspetta solo di essere alimentata. Il compito della società sarà ora di farle convivere, senza che l’una oscuri l’altra. Perché il ricordo dei fasti antichi è bello, ma il futuro si costruisce con i giovani di oggi.





















































