Nel 2025 Abruzzo e Molise si affermano tra le mete emergenti del turismo sostenibile, dove l’attenzione all’ambiente diventa realtà concreta. In Abruzzo circa il 36% del territorio è tutelato tra parchi e riserve, offrendo esperienze uniche: cammini, borghi sospesi nel tempo, prodotti locali autentici. Anche in Molise cresce l’impegno nel rivitalizzare i centri storici, con effetti positivi non solo economici ma anche sociali. La sostenibilità si rivela una spinta collettiva capace di creare coesione, lavoro e valorizzazione dell’identità locale. Piccoli passi che, ai margini delle mappe, tracciano nuove direzioni di sviluppo.
Un territorio che investe sulla natura autentica
In Abruzzo oltre un terzo del territorio è tutelato, garantendo una notevole conservazione degli ecosistemi, tra le migliori in Europa. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise accoglie circa 500.000 visitatori l’anno. Cresce la collaborazione tra istituzioni e imprese locali: si rilanciano piccole aziende, vie storiche e la transumanza, insieme a tecniche artigianali tradizionali.
Eventi come “Active Abruzzo 2025” promuovono trekking, cicloturismo, laboratori di erboristeria e prodotti a filiera corta. Borghi come Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte rinascono con l’ospitalità diffusa. Secondo Legambiente, la permanenza media dei turisti ha raggiunto 4,1 notti: un segnale incoraggiante.
Nuovi modelli per lo sviluppo economico locale
Se si dà un’occhiata al Molise, si nota una certa attenzione verso le buone idee nate poco più in là, in Abruzzo. Ma qui tutto viene riplasmato a misura propria. Prendiamo “Molise Wow”: gruppo fondato da giovani sotto i trent’anni che rimette in sesto vecchie dimore, trasformando paesi quasi vuoti in spazi dove sperimentare nuove forme di innovazione sociale. Programmi di partenariato (come “QualiTour”) utilizzano fondi europei per offrire formazione mirata e attirare professionisti che puntano su un turismo più responsabile.
Le reti di collaborazione sembrano ormai estendersi dalla costa alle zone interne, senza troppe barriere. Nel frattempo, anche il mondo digitale sta alzando il livello: creative digitali, blog di viaggio, tour virtuali e, in certi ambiti, proposte che fondono esperienze sul territorio con format innovativi come casino e gaming. Intanto, il dialogo tra turismo e nuove tecnologie apre scenari che, sinceramente, fino a qualche anno fa sembravano fuori portata. I numeri? Secondo Confcommercio Molise oggi ben il 18% delle start-up giovanili lavora nella filiera verde e turistica. Non poco, tutto sommato.
Esperienze autentiche tra tradizione e sostenibilità
Chi arriva tra queste montagne o tra i vicoli dei centri storici – capita spesso – si accorge subito che qui c’è un’atmosfera diversa rispetto ad altre destinazioni, magari più note. Ci sono chiese che si aprono su piazze silenziose, botteghe di artigiani, antichi frantoi che ancora oggi producono secondo regole che sanno un po’ di resistenza. Certi eventi – penso ai week-end in fattoria o ai festival della transumanza – vanno ben oltre il semplice folclore; sono ormai esperienze che mescolano inclusione sociale e piccole imprese locali, almeno così viene raccontato da chi li vive.
Le presenze, d’altra parte, sono in crescita: si parla di più di 2,5 milioni di arrivi in Abruzzo solo nel 2024, con un aumento rilevante rispetto all’anno prima. In Molise la valorizzazione di aree marginali comincia a produrre effetti non banali: guide ambientali operatori culturali, piccole produzioni gastronomiche che si trasformano in lavoro vero.
L’identità locale, anche qui, sembra rafforzarsi: feste di paese, dialetti, ricette che magari in passato venivano considerate poco ‘spendibili’ adesso diventano risorse chiave per distinguersi. Alcune fonti suggeriscono che l’emigrazione giovanile sia calata dal 15% al 10% negli ultimi cinque anni. Non si tratta certo di inversioni totali di tendenza, ma forse è già qualcosa.
Patrimonio naturale, occupazione e futuro resiliente
Quello che si vede è un turismo sostenibile che, in realtà, viene vissuto anche come strumento per ripensare i territori dall’interno. La tutela della biodiversità non resta più confinata dentro i limiti delle riserve o dei parchi, coinvolgendo almeno in parte agricoltori, imprenditori, amministratori e spesso anche i visitatori stessi. Il Fondo Forestale, per dire, stima che recenti progetti di riforestazione e cura del paesaggio abbiano portato alla creazione di più di mille posti di lavoro nel comparto green tra 2022 e 2024, soltanto in queste due regioni.
Le pratiche migliori finora hanno attratto sia investitori pronti a puntare su questi territori, sia visitatori più consapevoli. Nelle aree interne, intanto, aumentano le micro-imprese, gli agriturismi certificati, i coworking rurali e addirittura laboratori digitali specializzati in marketing territoriale.
Se si guarda ai finanziamenti UE previsti per il 2025, una parte sembra orientata a integrare mobilità dolce, modelli di economia circolare e digitalizzazione delle esperienze turistiche. Scenario positivo? Forse sì, almeno secondo alcune stime che prevedono una crescita del settore anche superiore al 7% annuo. Con qualche riserva, va detto: tutto dipenderà da come questi progetti riusciranno davvero a radicarsi.
Turismo responsabile e attenzione all’autenticità
Scegliere la strada del turismo sostenibile – va ricordato – comporta anche una certa responsabilità: educare chi viaggia e chi lavora sul territorio a rispettare sia l’ambiente sia le comunità che lo abitano.
In questo senso Abruzzo e Molise, con tutte le difficoltà del caso, potrebbero offrire un discreto esempio di equilibrio tra salvaguardia e sviluppo, senza lasciarsi tentare da soluzioni “rapide” come il turismo mordi e fuggi, o da modelli che rischiano di essere ripetuti ovunque, spesso senza vero legame con il contesto.
Ricercare esperienze autentiche e partecipare attivamente allo sviluppo locale aiuta a mantenere vive le tradizioni, garantendo un impatto positivo e duraturo su chi abita e su chi arriva. Il viaggio, in fin dei conti, smette di essere semplice consumo e diventa occasione per crescere insieme, fra paesaggi da scoprire, opportunità inaspettate e identità che, tutto sommato, meritano di essere riconsiderate.


















































