L’analisi del presidente ANCE Abruzzo, Enrico Ricci, presentata nel Rapporto 2026. Dopo l’assestamento del 2025, gli investimenti tornano a correre grazie al PNRR e alla proroga del Superbonus. Il settore vale il 17,7% del Pil regionale.
L’Aquila – Il settore delle costruzioni in Abruzzo si prepara a vivere un 2026 di svolta. Dopo un 2025 caratterizzato da un sostanziale assestamento, gli investimenti nel comparto sono attesi in crescita del +5,3% in termini reali. A tracciare le prospettive future è il Rapporto “Scenari regionali dell’edilizia Abruzzo 2026”, presentato dal presidente dell’Ance Abruzzo, Enrico Ricci.
“Nel 2025 abbiamo registrato un lieve aumento dello 0,2%”, ha spiegato Ricci, “ma per il prossimo anno si prevede un cambio di passo determinato dal ritorno alla crescita, trainato dalle opere pubbliche e dalla proroga degli incentivi fiscali per la manutenzione straordinaria”.
Il peso del settore sull’economia regionale
Secondo i dati presentati nel rapporto, curato dalla Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi, il comparto edile rappresenta una fetta fondamentale dell’economia abruzzese. Incide per il 17,7% sul Pil regionale in termini di investimenti e contribuisce a quasi il 10% dell’occupazione complessiva.
Il 2025 ha segnato un periodo di transizione, chiudendo con un lieve incremento dello 0,2% degli investimenti. Un risultato che nasconde due anime contrapposte: da un lato, la contrazione della manutenzione straordinaria abitativa (a causa del ridimensionamento delle aliquote fiscali), dall’altro, l’accelerazione del comparto pubblico, spinto dalla fase conclusiva del PNRR.
L’andamento dei lavori pubblici e il PNRR
Opere pubbliche in crescita: +9,9% nel 2025
Il comparto delle infrastrutture pubbliche si conferma il motore del settore. Nel 2025, gli investimenti in opere pubbliche in Abruzzo hanno registrato un aumento del +9,9% rispetto al 2024. Un dato che trova conferma nei numeri della Ragioneria dello Stato (Siope), che evidenziano una crescita della spesa in conto capitale dei comuni del +9,7%.
“Il 2026 vedrà il comparto sostenuto dalla fase finale di attuazione del PNRR e dalla ricostruzione post-sisma”, ha sottolineato Ricci. Attualmente, in Abruzzo sono 347 i cantieri legati al PNRR in corso di realizzazione, che produrranno effetti positivi non solo per tutto il 2026 ma anche in parte per il 2027.
<h3>Band di gara: calo degli importi ma ripresa delle pubblicazioni</h3>
Nonostante l’ottimismo, il 2025 ha mostrato un ridimensionamento della domanda in termini di importi banditi (-19,3%). Tuttavia, il numero di pubblicazioni dei bandi è cresciuto del +28,1%, segnalando una vivacità del mercato e una ripresa del numero di progetti in fase di avvio.
Mercato immobiliare e incentivi fiscali
Compravendite residenziali in aumento
Il mercato immobiliare residenziale ha chiuso il 2025 con circa 17mila compravendite, segnando un +1,1% rispetto al 2024. Un dato che conferma la tenuta del comparto nonostante le difficoltà legate al potere d’acquisto delle famiglie.
<h3>La proroga degli incentivi frena la caduta</h3>
Uno dei fattori chiave per la ripresa del 2026 è legato alla manutenzione straordinaria abitativa. La Legge di Bilancio 2026, con la proroga delle aliquote al 50% e 36%, dovrebbe arrestare la caduta registrata negli anni precedenti.
“La proroga degli incentivi è fondamentale”, ha dichiarato Ricci. “Si sta delineando un’attenzione strutturale delle famiglie verso l’efficientamento energetico e la sostenibilità, anche per contenere le spese legate alla casa”.
Il tessuto imprenditoriale abruzzese
Quasi 12mila imprese, dimensione media superiore alla media italiana
In Abruzzo, il settore conta circa 12.000 imprese (dato 2024), pari a poco più del 2% dell’offerta produttiva nazionale. La dimensione media è di 3,6 addetti per impresa, superiore alla media italiana che si ferma a 3.
<h3>Micro-imprese e specializzazioni</h3>
Dal punto di vista finanziario, il tessuto imprenditoriale è prevalentemente composto da micro-imprese: l’84% del totale dichiara un fatturato inferiore ai 500mila euro. In particolare, il 68% ha un giro d’affari sotto i 200mila euro.
Per quanto riguarda le attività prevalenti:
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Lavori di costruzione specializzati: 61,3% delle imprese.
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Costruzione di edifici: 36,6%.
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Ingegneria civile: solo il 2,1%.
Le prospettive per il 2026 e le incertezze
“Le prospettive per il 2026 sono potenzialmente favorevoli, con livelli di crescita per il settore che potrebbero superare quelli nazionali”, ha concluso Ricci. “Tuttavia, lo scenario resta condizionato dalle incertezze legate al contesto geopolitico internazionale, che potrebbero influenzare i prezzi delle materie prime e la fiducia degli investitori”.




















































