ISERNIA, 25 agosto 2025 – Maxi sanzione amministrativa e sospensione dell’attività: sono queste le pesanti conseguenze per un’impresa del settore della lavorazione del marmo e delle pietre ornamentali colta in gravi irregolarità sul lavoro dalla Guardia di Finanza di Isernia.
L’operazione, condotta dalla Tenenza di Venafro, è scattata a seguito di una mirata attività di intelligence e di appostamenti prolungati nei pressi dello stabilimento, che hanno consentito di documentare la presenza quotidiana di personale non regolarizzato.
Nel corso di un accesso presso i locali aziendali, i militari hanno accertato la presenza di tre lavoratori in nero. Le successive verifiche documentali hanno portato alla luce un sistema di illeciti articolato: oltre al lavoro irregolare, è stata riscontrata la violazione del divieto di pagamento in contanti delle retribuzioni.
Le sanzioni complessivamente irrogate ammontano a € 165.882,74, così suddivise:
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€ 17.550,00 per lavoro nero (ex art. 3, co. 3, D.L. n. 12/2002, la cosiddetta “maxi sanzione”);
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€ 148.332,74 per il pagamento in contante degli stipendi (ex art. 1, co. 913, L. n. 205/2017).
A seguito degli accertamenti, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Isernia ha disposto la sospensione immediata dell’attività produttiva.
L’intervento si inquadra in un più ampio piano di contrasto all’evasione fiscale e alle frodi contributive portato avanti dalle Fiamme Gialle molisane dall’inizio dell’anno. Solo in questo specifico ambito, le attività investigative hanno già condotto alla sospensione di altre tre imprese operanti nei settori della ristorazione, della logistica e degli autolavaggi.
«Il lavoro nero – sottolinea il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Isernia – arreca danni all’intero sistema economico nazionale, sottrae ingenti risorse all’Erario, lede i diritti dei lavoratori, spesso vittime di sfruttamento, e altera i principi di leale concorrenza tra imprese».
L’episodio conferma l’impegno delle Forze dell’Ordine nel garantire il rispetto della legalità e nel tutelare le imprese virtuose da fenomeni di concorrenza sleale.
















































