Trivento, 3 febbraio 2026 – Una folla commossa e raccolta ha dato oggi l’estremo saluto a don Alfonso Cerrone, il sacerdote scomparso lo scorso fine settimana. Come annunciato, le esequie si sono svolte nel pomeriggio di martedì 3 febbraio alle ore 15.00, nella Chiesa Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore a Trivento.
La celebrazione, presieduta dal vescovo della diocesi e concelebrata da numerosi sacerdoti, ha segnato il momento culminante di un percorso di cordoglio iniziato domenica. Prima della funzione, per consentire a tutti di rendere omaggio, la camera ardente era stata allestita nella mattinata presso la stessa Cattedrale, dopo essere stata visibile fino alle 9.00 nella Chiesa del Santuario Madonna di Canneto, di cui don Alfonso è stato rettore.
La Cattedrale, gremita in ogni suo spazio, ha visto la partecipazione di un’intera comunità in lutto. Erano presenti, in segno di stima e affetto, una vasta rappresentanza della comunità di Canneto e di Castel di Sangro, dove il sacerdote ha speso gran parte del suo ministero.
Tra i presenti, spiccavano le autorità civili di Castel di Sangro: il sindaco Angelo Caruso, il vicesindaco Franco Castellano, il parroco don Domenico Franceschelli, La Confraternita del Rosario e una delegazione del gruppo Pivec Castel di Sangro, insieme a una marea di amici, parrocchiani e parenti.
L’omelia ha ripercorso la vita di servizio di don Alfonso Cerrone, descritta come un’incarnazione delle Beatitudini: una esistenza dedicata all’umiltà, al silenzioso servizio e a un amore concreto tradotto in ascolto e opere di carità. È stato ricordato il suo ruolo di guida e punto di riferimento, capace di tessere e rafforzare il senso di comunità.
Al termine della solenne celebrazione, il corteo funebre si è diretto verso il cimitero di Torella, dove la salma è stata tumulata. Un passaggio conclusivo che sigilla sulla terra il ricordo di un uomo il cui “esempio, impegno e grande amore”, come sottolineato da molti, resteranno vivi nella memoria collettiva e nel cuore di chi l’ha conosciuto.
Con il tramonto di oggi, si chiude il capitolo terreno di don Alfonso, ma per la comunità che lo ha amato, la sua eredità spirituale e la certezza del suo “ritorno alla Casa del Padre” rimangono una fonte di conforto e preghiera.
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