BARREA, 18 Novembre 2025 – Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 08971/2025, ha accolto il ricorso dei Comuni di Barrea e Villetta Barrea sulla gestione del servizio idrico, chiudendo positivamente una battaglia legale durata oltre tre anni contro ERSI Abruzzo. Con questa pronuncia, il massimo consesso giurisdizionale amministrativo ha riformato la precedente sentenza del TAR Abruzzo che aveva dato ragione all’ente regionale.
La vicenda risale al 30 giugno 2022, quando l’ERSI aveva dichiarato illegittime le gestioni idriche autonome dei due comuni montani. Oggi, invece, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la piena legittimità della scelta operata dagli enti, basandosi sulla normativa all’epoca vigente, in particolare sull’art. 147 co. 2 bis del decreto legislativo 152/2006, che tutela i comuni montani con meno di 1000 abitanti.
«Diversamente da altre realtà – ha dichiarato il Sindaco di Barrea Aldo Di Benedetto – i nostri comuni rendono disponibile un’acqua di ottima qualità, protetta all’origine dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con le caratteristiche biologiche e chimico-fisiche di un’acqua minerale. L’acqua rappresenta la nostra identità territoriale e il nostro brand, non a caso siamo conosciuti come “paese delle Sorgenti”».
La sentenza ha sottolineato come l’introduzione di successive modifiche normative non potesse retroagire, in assenza di una disposizione esplicita, a scapito di scelte legittimamente assunte dai comuni in precedenza. Il Consiglio di Stato ha inoltre richiamato la sentenza 65/2019 della Corte Costituzionale a sostegno della propria decisione.
«Ora – prosegue il sindaco – sulla base della legittimazione riconosciuta dal Consiglio di Stato, presenteremo alla Regione Abruzzo e all’ERSI un programma di investimenti per il revamping della rete idrica e il completamento della rete duale delle acque bianche e nere. L’obiettivo è garantire un servizio di depurazione efficiente e una governance integrata del servizio idrico, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, sostenibili e performanti».
Una vittoria giuridica che valorizza l’autonomia e la specificità dei piccoli comuni montani, custodi di un patrimonio idrico di inestimabile valore.





















































