L’AQUILA – Tre anni dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 36/2023), le incertezze applicative non accennano a diminuire. Lo dimostra la partecipazione record alla giornata di approfondimento organizzata questa mattina da ANCE L’Aquila nella propria sede di via Falcone e Borsellino.
«Quando si parla di Codice degli appalti, l’auditorium va in overbooking», ha commentato a caldo il presidente Pierluigi Frezza, constatando la folla di dirigenti, tecnici, funzionari di stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni, oltre a decine di imprenditori edili associati. Un dato, questo, che secondo Frezza testimonia «quanto ancora resti da assimilare in termini di fluidità procedurale».
L’incontro, patrocinato da ANCE Abruzzo e Cassa Edile L’Aquila, rientra in un ciclo avviato nel 2023 e costantemente seguito dal comparto.
Relatori d’eccezione e temi caldi: dal Collegio Consultivo Tecnico alla crisi di Hormuz
Coordinati da Giancarlo Misantoni, Direttore del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione Abruzzo, i relatori hanno esaminato alcune delle questioni più controverse del panorama normativo attuale:
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il funzionamento del Collegio Consultivo Tecnico;
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la revisione dei contratti tra Legge di Bilancio, revisione prezzi e DL Aiuti;
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l’impatto della crisi geopolitica legata al blocco dello Stretto di Hormuz;
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la gestione dell’ultimo miglio del PNRR, tra volatilità dei prezzi e scarsità di materiali;
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la riserva nei contratti e il diritto di prelazione nel Partenariato Pubblico Privato.
Temi operativi di stringente attualità, sui quali i tecnici presenti hanno sollevato numerosi dubbi, ottenendo risposte puntuali dai relatori.
Frezza (ANCE L’Aquila): «Rischio recesso dai contratti PNRR, serve approccio strutturale»
Nel corso del suo intervento, Pierluigi Frezza ha messo in guardia sugli effetti della crisi economica in corso. «La volatilità dei prezzari – ha spiegato – era già elevata prima della crisi di Hormuz, e oggi è diventata critica. Questo incide pesantemente sui contratti in essere, in particolare su quelli finanziati dal PNRR, e su quelli in fase di programmazione».
«Mancano le coperture per i costi sopraggiunti – ha aggiunto – e si paventa il rischio concreto che le imprese possano recedere dai contratti per fatti eccezionali e imprevedibili. L’idea tampone di non chiedere il recupero dell’anticipazione sugli Stati di Avanzamento Lavori (SAL) circola, ma dal convegno è emersa con chiarezza la necessità di un approccio più strutturale».
ANCE nazionale, ha ricordato Frezza, ha già aperto un tavolo con il Governo sulla questione.
Ricci (ANCE Abruzzo): «Apriremo il confronto ad altri territori. L’edilizia cerca un nuovo profilo identitario»
A chiudere i lavori è stato il presidente regionale Enrico Ricci, che ha annunciato la volontà di replicare il format nelle altre province abruzzesi. «Non solo sui temi strettamente edilizi – ha precisato Ricci – ma con l’obiettivo di aprire un confronto su questioni di ampio respiro. L’idea è arricchire il profilo identitario dei costruttori, andando oltre il semplice “costruire”».
Un passaggio che molti presenti hanno interpretato come un invito a un ripensamento strategico del ruolo delle imprese edili, oggi chiamate a navigare in un contesto normativo ed economico tra i più complessi degli ultimi decenni.




















































