Sciopero docenti Castel di Sangro: studenti in piazza per Gaza tra protesta e riflessione. Un’occasione per diventare cittadini del domani
di Michele Di Franco
CASTEL DI SANGRO, 22 Settembre 2025 – Una giornata di sciopero che va oltre la protesta, trasformandosi in un’intensa lezione di cittadinanza attiva e coscienza collettiva. Anche a Castel di Sangro, lo sciopero indetto a livello nazionale dal corpo docente ha registrato un’adesione massiccia, ma è stata la partecipazione degli studenti a conferire all’evento un significato profondo e inedito per il territorio dell’Alto Sangro.
Per qualcuno è stato un semplice giorno di vacanza, per molti altri un’opportunità concreta di confronto e crescita civile. Mentre i docenti aderivano alla mobilitazione, tantissimi giovani hanno scelto di scendere in campo, trasformando Piazza Plebiscito in un’agorà pacifica e partecipata. Due le anime della protesta studentesca: da un lato, chi ha approfittato della giornata per una sorta di “gavetta” di gruppo, sperimentando le forme della partecipazione collettiva; dall’altro, chi ha voluto esprimere con forza la propria voce di dissenso, esponendo slogan e cartelloni di forte critica verso i fatti che continuano a scuotere la Striscia di Gaza.
La giornata, svoltasi in un clima di assoluta pacificità, si è articolata in un ricco momento di riflessione collettiva su quanto sta accadendo in Medio Oriente. I contributi sono stati molteplici e toccanti: i docenti hanno offerto un inquadramento storico sul conflitto israelo-palestinese, cercando di fornire agli studenti le chiavi di lettura per comprendere le radici di una tragedia tanto complessa. È stato condiviso e fatto proprio l’appello del gruppo “Docenti per Gaza”, a testimonianza di una presa di posizione corale del mondo della scuola.
La fredda analisi storica si è intrecciata con le emozioni dell’arte e della testimonianza personale. La lettura di poesie ha dato voce al dolore e alla speranza, mentre microfono aperto ha permesso a studentesse, studenti e insegnanti di condividere esperienze e riflessioni personali, creando un momento di rara autenticità e dialogo.
Quello che i ragazzi hanno voluto rappresentare, oltre ad essere una vera protesta contro l’occupazione di Israele, è un segnale di Pace lanciato con forza e determinazione. L’Alto Sangro, spesso percepito come distante dai grandi flussi della geopolitica, attraverso le sue giovani generazioni rompe un silenzio durato troppo a lungo. La comunità scolastica di Castel di Sangro ha testimoniato con maturità la sua solidarietà verso il popolo palestinese e il suo martirio, dimostrando una sensibilità acuta e una spiccata coscienza civile.
Proprio per non disperdere l’energia positiva e la volontà di approfondimento emerse oggi, si rende auspicabile un ulteriore passo. Per non perdere una buona occasione di crescita collettiva, sarebbe fondamentale organizzare un’assemblea generale che coinvolga tutti gli istituti del territorio, con la partecipazione di esperti e storici. Un momento di studio e confronto per approfondire una tematica fondamentale, riflettere sul valore della libertà dei popoli e trasformare la legittima protesta in un percorso duraturo di educazione alla pace e alla comprensione internazionale. Oggi Castel di Sangro ha dimostrato che la scuola può e deve essere il luogo dove si formano i cittadini del domani, consapevoli, critici e solidali.


















































